RÍANNA

di Vicente Velasco (Tatyandacil)

Namárië, vanima Ríanna, Herinilda!
Antanelyë men melmë ar alassë,
ar enyaluvammet oialë.
Namárië, vanima Ríanna, Ardalótë!
Coacalinalya firnë ve lícuma súrinen,
nán melmemma len úva firë indommassen.
Namárië, vanima Ríanna, Indotári!
Sí wila Númenna rámainen laurië,
ar nai fëalya seruva oialmaressë.

Traduzione e commento di Helge K. Fauskanger, versione italiana di Gianluca Comastri:

Addio, bella Principessa, amata signora!

Tu ci desti amore e letizia,
e noi li ricorderemo per sempre.
Addio, bella Principessa, Fiore del Reame!
La luce della tua casa morý come una candela nel vento,
ma il nostro amore per te non perirÓ nei nostri cuori.
Addio, bella Principessa, Regina di Cuori!
Ora vola nell'Occidente su ali d'oro,
e possa la tua anima riposare in eterna beatitudine.

Ríanna l'ho tradotto "principessa"; Ŕ l'affine Quenya (costruito daVicente dal primitivo rîg-anna, LR:383) del Sindarin rhían "regina", ma anche alludendo al nome Diana stesso. Invero il Quenya r Ŕ talvolta derivato dall' Elfico Primordiale d (sebbene non inizialmente come qui); altrimenti, il normale vocabolo Quenya per "principessa" Ŕ aranel. Herinilda "signora amata, dama affabile" (heri + nilda). In Quenya, un elemento aggettivale usualmente appare come la prima parte di un composto, ma l'ordine opposto, come qui, non Ŕ affatto impossibile (nel Silmarillion, Tolkien stesso usa Herumor per *"Oscuro Signore", letterally *"Signore-Oscuro"). enyaluvammet "noi li ricorderemo" (sc. melmë ar alassë, amore e letizia). La desinenza -mmë denota l'esclusivo "noi"; la persona indirizzata Ŕ, fin troppo letteralmente, non pi¨ fra noi. Ardalótë "Fiore del Reame" (o invero "Fiore di Arda", sebbene "England's rose" di E.J. fu l'ispirazione). Coacalinalya firnë ve lícuma súrinen "la tua coacalina morý (o svaný) come una candela (nel) vento" (letteralmente al vento, a causa del vento: caso strumentale). Coacalina "luce della casa" Ŕ una metafora Elfica per l'anima nel corpo (MR:250). Tale linea rappresenta, come Vicente nota, "un accenno a E.J." (your candles burned down long before your legend ever will). melmemma "il nostro amore": la desinenza possessiva -mma "nostro" corrisponde a -mmë "a noi". len "per te" (dativo di le "tu"). úva firë "non sbiadirÓ (o perirÓ)": úva "non farÓ", futuro del verbo negativo u- (LR:72; prima persona aoristo uin "io non sono", LR:396). firë Ŕ una forma infinita (o radice aoristo) di fir- "svanire, morire" (cfr. carë da car- "fare, creare" in áva carë "non far(lo"), WJ:371). Perci˛ úva firë = "non perirÓ". Indotári: "Cuore-regina", Regina di Cuori. wila: "vola", imperativo. rámainen "su ali", o letteralmente "con ali, usando ali": plurale strumentale in -inen. (Concettualmente il duale strumentale qui potrebbe essere stato usato, rámanten, riferendosi ad un paio di ali - ma in tale linguaggio altamente simbolico sembrano esservi poche ragioni di insistere su ci˛, pure se pensiamo al defunto come ad un angelo.) nai fëalya seruva: "possa la tua anima riposare" (nai + una forma futura come seruva Ŕ la normale "formula augurale" Quenya; fëalya Ŕ fëa-lya "anima-tua"). oialmaressë "in eterna beatitudine": oi- "eterno" + almarë "beatitudine" + -ssë desinenza locativa "in".

Ardalambion